Vi siete mai chiesti ma come è possibile che l'Italia una delle potenze piu industrializzate del mondo finisse cosi nel mirino di speculazioni cosi forti, be molti analisti lo avevano gia previsto anni fa, prima la bolla dei mutui americani, poi lo spread sono state tante goccie di un vaso ormai già pieno.
Nel cultura occidentale le crisi economiche sono sempre state succesivamente accompagnare da una forte crescita ma ci sono aziende e speculatori che in questi periodi riescono con ingenti somme a produrre profitti interessanti è l'analisi fatta Franco Bechis di Libero ove si evince che le prime 100 aziende quotate in borsa hanno incrementato il loro fatturato del 6,34 % da 552 a 587 miliardi di euro.
Sono le persone normali il piccolo imprenditore il dipendente il pensionato che non è piu in grado di far fronte al continuo aumento dei prezzi e alla continua e ingiusta pressione fiscale.
Questo blog vuole essere uno sfogo è una condivione di tutte le problematiche di quanti sentono la crisi sulle proprie spalle. Storie - News - Lettere - Racconti della rete
martedì 10 gennaio 2012
Ecco una tabella con le previsioni degli aumenti 2012 voce per voce:
ALIMENTAZIONE - 392 euro
TRENI (ANCHE PENDOLARI) - 81 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - 48 euro
SERVIZI BANCARI, MUTUI, BOLLI - 93 euro
CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONI) - 192 euro
DERIVATI PETROLIO, DETERSIVI, PLASTICHE - 123 euro
ASSICURAZIONE AUTO - 78 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI - 53 euro
TARIFFE GAS - 113 euro
TARIFFE ELETTRICITA' - 72 euro
TARIFFE ACQUA - 22 euro
TARIFFE RIFIUTI - 53 euro
RISCALDAMENTO - 195 euro
AUMENTO IVA (DA SETTEMBRE) - 93 euro
ADDIZIONALI REGIONALI - 90 euro
IMU PRIMA CASA - 405 euro
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TOTALE - 2.103 euro
TRENI (ANCHE PENDOLARI) - 81 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - 48 euro
SERVIZI BANCARI, MUTUI, BOLLI - 93 euro
CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONI) - 192 euro
DERIVATI PETROLIO, DETERSIVI, PLASTICHE - 123 euro
ASSICURAZIONE AUTO - 78 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI - 53 euro
TARIFFE GAS - 113 euro
TARIFFE ELETTRICITA' - 72 euro
TARIFFE ACQUA - 22 euro
TARIFFE RIFIUTI - 53 euro
RISCALDAMENTO - 195 euro
AUMENTO IVA (DA SETTEMBRE) - 93 euro
ADDIZIONALI REGIONALI - 90 euro
IMU PRIMA CASA - 405 euro
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TOTALE - 2.103 euro
CRISI: FITCH, 'SIGNIFICATIVA POSSIBILITA' DOWNGRADE ITALIA
(AGI) - Londra, 10 gen. - C'e' una "significativa possibilita'" che Fitch abbassi il rating dell'Italia, attualmente pari ad A+, una volta completata la revisione avviata nel dicembre scorso. Lo ha affermato David Riley, capo della divisione rating sovrani dell'agenzia internazionale di classificazione.
"Una cosa che aiuterebbe l'Italia, ma che e' al di fuori del nostro controllo immediato, e' un'assicurazione sulla crisi di liquidita', il che significa di base che serve un 'muro di protezione'", ha spiegato Riley incontrando la stampa a un evento di Fitch a Londra.
"In questo momento non lo abbiamo e questo e' motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda l'Italia - ha proseguito Riley - E' una delle ragioni per le quali abbiamo messo l'Italia sotto osservazione con implicazioni negative ed e' una delle ragioni per le quali c'e' una significativa possibilita' che, una volta conclusa la revisione, il rating dell'Italia cali".
"Una cosa che aiuterebbe l'Italia, ma che e' al di fuori del nostro controllo immediato, e' un'assicurazione sulla crisi di liquidita', il che significa di base che serve un 'muro di protezione'", ha spiegato Riley incontrando la stampa a un evento di Fitch a Londra.
"In questo momento non lo abbiamo e questo e' motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda l'Italia - ha proseguito Riley - E' una delle ragioni per le quali abbiamo messo l'Italia sotto osservazione con implicazioni negative ed e' una delle ragioni per le quali c'e' una significativa possibilita' che, una volta conclusa la revisione, il rating dell'Italia cali".
I CONTI IN TASCA A MAFIA SPA, 'FATTURATO' DA 140 MILIARDI
(AGI) - Roma, 10 gen. - La mafia Spa muove un 'fatturato' che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, con un utile che supera i 100 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti, e 65 miliardi di liquidita'. A lanciare l'allarme e' il XIII Rapporto di Sos Impresa ("Le mani della criminalita' sulle imprese") che individua nella criminalita' organizzata "il piu' grande agente economico del Paese", una grande "holding company articolata su un network criminale, fortemente intrecciato con la societa', l'economia e la politica".
Il solo ramo commerciale della criminalita' mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Le imprese subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora, quasi un reato ogni minuto. E sono oltre un milione gli imprenditori vittime, ovvero un quinto degli attivi.
Il solo ramo commerciale della criminalita' mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Le imprese subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora, quasi un reato ogni minuto. E sono oltre un milione gli imprenditori vittime, ovvero un quinto degli attivi.
Racconta le difficoltà che incontri in questo periodo.
Si moltiplicano le aziende, le famiglie che faticano ad andare avanti. Il mestiere di imprenditore diventa di giorno in giorno più complicato, tra ansie crescenti e malessere, per non dire dei casi di vera e propria disperazione. Racconta al le difficoltà che incontra la tua impresa e la possibile ricetta per tornare a crescere.
Crisi: spread Btp Bund torna sotto 530 Rendimento al 7,16%
(ANSA) - ROMA, 10 GEN - Dopo le tensioni di ieri torna sotto quota 530 lo spread tra bund tedeschi e btp decennali: alle 8.30 a 529,3 punti. Il rendimento e' del 7,16%.
Saldi di fine illusione
In tutta Italia sono cominciati i saldi. E sembra che non stiano andando un granché. Le cause, secondo gli esperti, sono le solite: le manovre che erodono i risparmi delle famiglie, la crisi che toglie il lavoro, e la diffusa incertezza per il futuro. Tutto giusto, ma forse c’è di più.
A gironzolare per le vetrine dei negozi, non si può non notare che spesso (praticamente sempre) la merce esposta sembra essere una lontana parente di quella che si vedeva negli stessi negozi poco più di due settimane fa. Magari è solo un’impressione, ma si sa che le impressioni contano.
E allora potrebbe essere che – dopo la sbornia collettiva che ci ha fatto scambiare per un ventennio dei bancarottieri da strapazzo per grandi manager industriali e finanziari, mediocri comici per novelli Totò e Peppino, sgallettate di quart’ordine per star del cinema e sgangherati politicanti dilettanti per grandi uomini di Stato – finalmente gli italiani si siano svegliati. E all’illusione del consumismo da finti ricchi preferiscano un sano – anche se un po’ triste – realismo.
E non fanno più finta di confondere un saldo di fine stagione con una svendita di fondi di magazzino. Non è una cattiva notizia.
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