mercoledì 15 febbraio 2012

Ecco una delle colpe del degrado degli ospedali tra cui Il SAN CAMILLO DI ROMA

Il vero volto farmacia italiana

Il servizio delle Iene ha messo in evidenza il "vero volto della farmacia italiana".
E' quanto afferma il presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti Vincenzo Devito commentando quanto andato in onda ieri sera durante il programma Le Iene su Italia 1: consegna di farmaci senza fustella e senza ricetta medica, truffa al Ssn, preparazioni galeniche nocive senza ricetta, smaltimento di medicinali non scaduti illecito, questi alcuni dei reati che potrebbero essere contestati al la farmacia.
"Purtroppo - sottolinea Devito - sono anni che denunciamo una diffusa illegalità nella farmacia italiana, ma nessuno ha dato seguito ai nostri richiami. Diffusa illegalità perché il caso di Novi Ligure non è isolato, alcune delle "pratiche" rilevate durante il programma come la consegna senza ricetta e il "defustellamento" delle confezioni di farmaci sono utilizzate da molte farmacie su tutto il territorio nazionale.
Mentre, per difendere il proprio monopolio sia il presidente del la Fofi che quello di Federfarma tentavano di far credere che i livelli di sicurezza per i cittadini nelle parafarmacie sono inferiori alle farmacie, definendo il modello italiano come il migliore del mondo, le garanzie per i cittadini da tempo erano scese sotto il livello di guardia proprio nelle farmacie italiane. Certamente non tutti i farmacisti sono dediti a queste pratiche criminali, ma quelli che si sono ribella ti tra i dipendenti sono stati sbattuti fuori dal la farmacia e pur volendo intraprendere onestamente la propria professione sono bloccati da leggi che difendono solo gli interessi particolari".
Per Devito, "la possibilità per le farmacie di consegnare farmaci senza la ricetta nei casi di estrema urgenza è stata interpretata immediatamente in maniera estesa e del resto la stessa norma era stata voluta per dare una parvenza di legalità ad un comportamento diffusissimo. I report di utilizzo di questa pratica che dovevano giungere al ministero della Salute con una tempistica determinata dal la norma sono stati sempre insufficienti e questo semplicemente perché non avveniva alcuna registrazione. Quanto riportato nel programma la dice lunga su quale sia il livello di interesse delle farmacie nella tute la della salute pubblica e quale, invece sia quello economico.
La casta tenterà di dire che sono solo poche "mele marce", noi purtroppo, sappiamo bene che è l'intero "cesto" ad essere avariato". (Fed/Col/Adnkronos)

E assurdo come nel servizio delle iene si evidenzia che le asl prima di ogni controllo in farmacia abbiano il buon senso di avvisare la struttura, rendendo cosi ovviamente qualsiasi tipo di controllo nullo, e se una farmacia e non era l'unica nel servizio mandato in onda dalle iene per 20 anni truffa le asl prendendo soldi dei contribuenti è palese che poi mancano fondi per gestire meglio le strutture ospedaliere creando casi come quello dell'ospedale San Camillo o tanti altri ospedali d'Italia.

Vi Ricordo che in Italia si spendono 9.357.691.448 in spesa farmaceutica.

Lombardia al primo posto con 58.000.000 circa
Lazio                                       47.000.000 circa
Campania                                42.000.000 circa

Fonte: federfarma.

martedì 14 febbraio 2012

Roma, incubo San Camillo: pazienti soccorsi a terra

Le immagini sono choccanti: pazienti rianimati in terra tra lettighe e barelle. Personale che cerca di fare quello che può, in ginocchio sul pavimento, tutt’attorno una folla di altri malati, in attesa. Chi con la flebo, chi con il catetere, chi con il volto terreo per i dolori. Succede al pronto soccorso del San Camillo di Roma, la più grande azienda ospedaliera del Lazio.

GUARDA LE FOTO CHOC

Succede che qui si arriva e non si sa quando si esce, anche 21 ore di attesa, e se ti capita di avere una colica di reni devi fare pipì in una bottiglietta di plastica tagliata a metà, con un bisturi. «Così vediamo se c’è il calcolo», dice il medico di guardia. Se gli chiedi: «Ma dottore è igienico?», lui scuote la testa. Si scusa: «Lo so, è un casino. Scusate, non abbiamo neanche più i bicchierini. Non ci sono più fondi».

Benvenuti al San Camillo, dunque, fiore all’occhiello e centro di eccellenza della moderna medicina dove chi lavora combatte ogni giorno una battaglia senza armi per salvare la vita alla gente. San Camillo, la fotografia impietosa del welfare nel nostro Paese. Per questo gli operatori sanitari sono in stato di agitazione. Motivo: taglio di posti letto per gli acuti e carenze di organico devastanti. Un Pronto soccorso, o meglio tre, al collasso. Una struttura depauperata, ridotta a un colabrodo, senza più mezzi e che mette a rischio l’assistenza e il diritto alla salute. «Siamo tornati alla situazione che si viveva trent’anni fa con i letti in corridoio, una situazione vergognosa. La Regione Lazio ha fatto un Piano di riordino con la chiusura di 24 ospedali ma la gente da quache parte deve andare». Appunto. E arrivano al San Camillo dove sono stati chiamati a supporto ben cinque operatori, quando ne servirebbero almeno il triplo.
 «Senza risposte immediate inoltreremo una denucia alla Procura della Repubblica per omissione atti d’ufficio», minacciano medici e infermieri. Ieri una delegazione del Pd si è recata nel girone dell’inferno alla romana. Il capogruppo dei democratici alla Regione, Esterino Montino, parla con rabbia. Perché quello che ha visto è troppo, davvero troppo. «Presenterò immediatamente una richiesta di Consiglio straordinario. Serve una maggiore dotazione di personale medico e infermieristico. La situazione è tragica. Non voglio dire che anche in altri periodi non fosse grave, lo era anche nel 2008 e nel 2009, e non è mia intenzione strumentalizzare. Però oggi abbiamo toccato il fondo. Ci sono decine e decine di persone nei corridoi, dentro il reparto di rianimazione, in barella».

La direzione del nosocomio minimizza. E promette: presto arriveranno altri posti letto, presto riorganizzeremo. E intanto al San Camillo arriva un’altra ambulanza. Ricomincia la trafila. Un’altra notte lunghissima. Per chi vorrebbe curare, per chi chiede aiuto.

fonte : l'unità

I veri conti della crisi

Da mesi i media scrivono di crisi ed i conseguenti dibattiti si sprecano. Chi legge se n’è reso conto dal borsellino più leggero e da un progressivo cambiamento d’abitudini di vita. Per quelli che ci seguono, questa volta, faremo alcuni conti concreti per capire la gravità della faccenda. Per praticità, abbiamo preso in considerazione un ipotetico nucleo famigliare composto di marito e moglie. La signora è casalinga ed il marito pensionato ad Euro 1300 netti mensili. L’alloggio è in locazione. Prima spesa: Euro 520 (locazione più amministrazione). Restano Euro 780 per il resto. Andiamo avanti. Per l’energia (luce e gas) la spesa ad Euro 80 mensili. La coppia non ha telefono fisso, ma due cellulari che ricaricano con Euro 10 ciascuno; per un totale d’Euro 20 mensili. Per il menage famigliare restano Euro 620. Per il vitto, la signora, che si arrangia assai bene in cucina, spende Euro 17 il giorno ( comprese le frazioni di condimenti, detersivi per cucina e per l’igiene personale). Il totale è Euro 510 ( mediamente). Rimangono Euro 110 (circa) per il trasporto urbano, le imposte comunali e gli “imprevisti”, che non mancano mai per le famiglie italiane. Nel conteggio, e lo specifichiamo, non abbiamo tenuto conto del vestiario ( biancheria compresa) e delle spese, ormai, voluttuarie. Tutto sembra, quindi, nella norma; pur se spartana. Ma i pensionati con un trattamento come riportato rappresentano il 40% degli italiani in quiescenza. Il restante 60% e ripartito tra pensionati sotto i 1000 Euro mensili (48%) ed i “fortunati” che superano Euro 1500 il mese (12%). Le percentuali riflettono la situazione di milioni di famiglie italiane che sono state chiamate a sacrifici assolutamente non previsti. Questo è il quadro generale. Entrare nel particolare, però, è assai meno confortante. Tra i pensionati con meno d’Euro 1000 ( netti) mensili, ben il 32% “campa” con circa Euro 500 (senza familiari a carico). Sarebbe interessante sapere dove e come. Ne consegue che se per il 29% degli italiani è difficile sopravvivere, per il restante 31%, secondo noi, coniugare il pranzo con la cena ed avere un tetto sopra la testa appare impresa ardua se non impossibile. Naturalmente, non abbiamo considerato gli imprevisti dovuti all’età ( medicinali, ricoveri ospedalieri, terapie domiciliari, assistenza personale). Solo sopra il tetto d’Euro 1500 mensili, per la coppia si prospetta una vita più consona ai sacrifici di una vita. Il quadro migliora se i coniugi sono proprietari dell’alloggio nel quale abitano. Ma l’IMU (Imposta Municipale Unica)”taglierà le gambe” anche a loro; perché gli anziani, non avendo figli a carico, già contemplati per ridurre la ferale imposta, la pagheranno per intero. A cena, davanti ad una minestrina, stracchino e mele cotte, le coppie anziane seguiranno le tele imprese del Professore e la situazione del Paese. Tra tassi bancari, bond, grafici di borsa, viene la sera. Unico divertimento, tanto per non essere solo sfiduciati, i programmi di una televisione, con decine di canali, dove gli interpreti soffrono (in apparenza) o gioiscono, ma guadagnano. Anche molto bene.  Questo giro di vite post Berlusconiano ci piace sempre di meno. Lo scriviamo sicuri di non essere i soli.
 
fonte: Politacementecorretto.com
 

lunedì 6 febbraio 2012

Anomalia Al Grande Fratello-

Questa sera in diretta al grande fratello c'e stato un "faccia a faccia" tra la fidanzata di Amedeo e Chiara, in questo intervento gli autori del programma mostravano ad Amedeo alcune dichiarazioni fatte dalla fidanzata in alcuni programmi di intrattenimento pomeridiano, la bella Natalie  definiva poco vera la dichiarazione di Amedeo di voler abbandonare la trasmissione per raggiungerla, di risposta Amedeo  dichiara espressamente di voler abbandonare immediatamente il programma per correre dalla sua Natalie per risolvere i loro problemi fuori dalla casa.

Alessia Marcuzzi , presa alla sprovvista dall'ennesimo abbandono volontario dopo Rudolf e Mirko chiede ad Amedeo di attendere l'esito del televoto visto che lo stesso era tra i votati.
Arrivato il momento del televoto Amedeo esce e fin qua tutto sembra essere normale,
l'anomalia arriva al momento in cui i ragazzi dovevano essere divisi per un nuova votazione, la Marcuzzi legge il copione degli autori ed ad un certo punto spunto il nome di Amedeo, ma Amedeo era appena uscito dalla casa!!!!! Ora mi chiedo Amedeo è stato realmente eliminato dal pubblico o è stato eliminato dal "pubblico" quello però composto  degli autori del grande fratello!!!!
Sarebbe bello poter controllare realmente tutti questi televoti e far si che ci sia un organo di controllo  che possa garantire che certe operazioni di conteggio vengano svolte nella totale trasparenza e verità.

venerdì 27 gennaio 2012

ma vi rendete conto.

i fanno i conti del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. E spunta una spesa davvero folle: il Tribunale, infatti, ha liquidato 182.784 euro per un filmino di 20 minuti che ricostruisce la scena del delitto. E’ quanto risulta da questi documenti pubblicati in esclusiva da Tgcom24. Un video importante? Una prova fondamentale? Una ricostruzione decisiva? Macché: le immagini furono proiettate in aula, a porte chiuse. Ma furono ritenute irrilevanti a tal punto che non sono mai entrate nel fascicolo del processo.
La domanda allora è legittima: perché la Procura spende 182.784 euro per un filmato destinato all’oblio? La somma, fra l’altro, è piuttosto significativa: 10 volte il costo di un film come Paranormal Activity che ha sbancato i botteghini di mezzo mondo, più o meno quanto un programma tv di successo…

Commissionato il 2 aprile 2009 dai procuratori di Perugia Mignini e Comodi, il filmino della polemica è stato realizzato da una società di Todi, la Nventa Id srl utilizzando tecniche 4d. Il tribunale sperava forse di recuperare queste somme da Raffaele e Amanda, come dimostrano i verbali di noti tifica nel carcere di Terni e Perugia. E invece, i due ex fidanzati come è noto sono stati assolti. Risultato? Il costo esagerato di questo video ricadrà tutto sulle spalle dello Stato. Che non ha i soldi per pagare gli imprenditori che riforniscono le mense degli ospedali. Ma, guarda caso, versa senza batter ciglio 182mila euro per un video (inutile) voluto dai pm.

FONTE : TGCOM24

martedì 24 gennaio 2012

Grazie Monti.

Siamo arrivati al fondo la gente noi tutti non riusciamo più a vivere una vita decente è allora è giusto che l'Italia si blocchi l'Italia di tutti un paese dove i costi per vivere sono diventati insostenibili.
Certo molti si lamentano per i disagi ma obbiettivamente nessuno è soddisfatto nessuna categoria tranne i ricchi ovviamente sono contenti di tutto ciò che si vive negozio che chiudono e cadono come formiche, le banche che non ti aiutano neanche se preghi in ginocchio e lo stato, lo stato ha pensato bene di incrementare la pressione fiscale aumentando carburanti energia tasse su tasse calpestando ogni dignità umana monti il tecnico ha fallito come hanno fallito tutti i suoi precedenti o per meglio dire il suo unico obiettivo e salvare l'Europa ignorando l'Italia.
Io spero che la situazione cambi ma davvero mi rendo conto che è davvero difficile che a queste condizioni qualcosa possa cambiare commentate con le vostre opinioni o con le vostre idee.

lunedì 23 gennaio 2012

Cambiamento o Fallimento?

Stiamo ormai vivendo in un paese che cammina sull'orlo di un  baratro, ma un baratro   vero non quello che i nostri governanti cercano di spiegarci usando termini e paroloni che ingannano la  gente comune e che  sembrano essere una nuova lingua da studiare.

Quando mai abbiamo sentito parlare di Spread in Italia????? 
Non sapevamo nenache cosa fosse nè avevamo la necessità di saperlo !!!Oggi l'Italia si ribella!!!
L'Italia di tutti!!!
Vogliamo e dobbiamo sapere per poter sopravvivere!
Se siamo messi così, vuol dire che realmente le cose vanno male, fare due calcoli è molto semplice : le piccole e medie  imprese stanno ad un passo dal fallimento, i dipendenti  se prima arrivavano a stento alla fine del mese adesso tra  aumenti di spese vive come luce, gas ,acqua, benzina, generi alimentari si ritrovano a far fronte alla fame,idem per  i pensionati che con i soldi delle loro già scarse  pensione forse arrivano a pagarsi le spese di condominio o forse una bolletta di luce o di  gas dando la priorità  a quella  piu urgente o prossima
alla scadenza.
E le nuove attività????
Sembra che non facciano in tempo ad avviarsi che già si organizzano per chiudere!!


Credo che alla base c'e uno scellerato bisogno da parte dei nostri governanti tecnici di far fronte alle politiche europee non rendondosi conto che non c'e bisogno di politiche a lungo termine ma di fatti che possano dare i frutti  subito.
Io sono daccordo col privatizzare tutto, ma credo che ora non risolvi nulla!
Non è che aumentare il numero dei notai faccia aumentare la possibilità di acquistare case se le banche continuano a non concedere mutui se non a dipendenti statali ove venga portato in pegno  un rene o un cuore, oppure aumentare le farmacie o aumentare i taxi se non ci sono i soldi per far si che la gente possa spenderli per queste cose.
Circoscrivere solo alcune categorie non migliora la nostra Italia!


Allora credo sia giusto che l'Italia si  sblocchi che noi tutti ci blocchiamo e che qualcosa di concreto venga fatto a sostegno della gente normale che  si sveglia la mattina  con la voglia,la tranquillità  e la dignità  di poter lavorare. .