(AGI) - Torino, 14 gen. - Il declassamento del rating italiano deciso ieri da Standard & Poor's e' stato "una vera sberla". Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero. "Noi quest'estate - ha aggiunto intervenendo alla presentazione di un libro di Emma Bonino - siamo stati in prossimita' di una crisi finanziaria che poteva vere conseguenze gravissime". "E' stato evitato il baratro? Non ancora - ha proseguito il ministro - c'e' un tira e molla: con la manovra abbiamo fatto un passo indietro dal baratro, ma non dipende solo dal Paese, ogni tanto qualche spinta arriva e ci butta di nuovo in avanti.
Quella di ieri e' stata una vera sberla, una sberla che rende piu' difficile il rapporto tra i diversi Paesi europei nel risolvere la crisi".
Questo blog vuole essere uno sfogo è una condivione di tutte le problematiche di quanti sentono la crisi sulle proprie spalle. Storie - News - Lettere - Racconti della rete
sabato 14 gennaio 2012
se fosse colpa della crisi il naufragio della costa!
Da stanotte mi chiedo come sia stato possibile un errore umano del genere quattro miglia marine equivalgono a circa 10 km mentre un miglio a circa 1,7 km, ora mi domando il comandante era a cena ma ovviamente c'era il suo secondo in sala guida si vedeva a vista che si era fuori rotta, non parliamo di metri ma di km e poi persone esperte sanno benissimo i rischi che si affrontano avendo quattro mila e più persone su un grattacielo galleggiante, mi faccio queste domande perche mi chiedo se la compagnia non abbia in un periodo come questo di crisi colpe nel cercare personale poco esperto e sotto pagato o nell'addestramento del personale, visto che tutti quelli intervistati hanno lamentato una scarsa preparazione e una disinformazione totale su cosa stesse succedendo.
Spesso pensiamo che le cose non accadano mai è poi invece quando succedono, siamo con i se e con i ma che non portano da nessuna parte se no una triste verità 3 morti 40 feriti e cinquantaquattro dispersi
aggiornamento fonte tgcom24:
" Sull'incidente della Costa Concordia un comandante di lungo corso che chiede di mantenere l'anonimato ipotizza: "O è avvenuto un black out, che ha fatto andare in tilt gli strumenti di navigazione, che sono molto sofisticati oppure c'è stato un errore di valutazione. Ma è tutto molto strano, il comandante è una persona molto esperta".
Spesso pensiamo che le cose non accadano mai è poi invece quando succedono, siamo con i se e con i ma che non portano da nessuna parte se no una triste verità 3 morti 40 feriti e cinquantaquattro dispersi
aggiornamento fonte tgcom24:
" Sull'incidente della Costa Concordia un comandante di lungo corso che chiede di mantenere l'anonimato ipotizza: "O è avvenuto un black out, che ha fatto andare in tilt gli strumenti di navigazione, che sono molto sofisticati oppure c'è stato un errore di valutazione. Ma è tutto molto strano, il comandante è una persona molto esperta".
Puo essere mai possibile??
Ma secondo voi può essere possibile che una nave come la Costa Concordia ultra moderna di nuovissima costruzione finisca su una secca in un tragitto che quelle navi percorrono in sostanza sempre proprio come uno di noi va dalla camera da letto al bagno!
Non voglio insinuare nulla ma mi sembra davvero tutto irreale.
Non voglio insinuare nulla ma mi sembra davvero tutto irreale.
Crisi finanza, l’Italia perde la A. Rating al livello di Perù e Kazakistan
Ecco dove anni di assurde politiche scellerate del nostro paese e dei nostri politici ci hanno portato, con tutto il rispetto per Il Peru e Il Kazakistan, ma è obbiettivamente la sconfitta economica più pesante per il nostro paese e per noi stessi, tenendo presente anche le diverse potenzialità che noi abbiamo sotto tutti i punti di vista, ma in realtà abbiamo il terzo debito più grosso del mondo.
La politica in tutto questo risponde cosi “un attacco all’Europa che richiede una risposta collettiva”..
Presumo che Monti piu di farsi bello con la Merkel inizi a pensare che se si è assunto questo impegno lo faccia per gli italiani e per l'italia e non per l'europa perche a casa sua i tedeschi non pensano certo a noi.
La politica in tutto questo risponde cosi “un attacco all’Europa che richiede una risposta collettiva”..
Presumo che Monti piu di farsi bello con la Merkel inizi a pensare che se si è assunto questo impegno lo faccia per gli italiani e per l'italia e non per l'europa perche a casa sua i tedeschi non pensano certo a noi.
venerdì 13 gennaio 2012
La crisi induce al suicidio, il comune di Barletta istituisce un numero verde
Per contrastare l’escalation di suicidi da parte di persone che stanno
vivendo un disagio esistenziale anche a causa della crisi, il Comune di
Barletta, nel nord barese, ha attivato un numero verde. La decisione –
informa un comunicato del consigliere regionale Pd, Filippo Caracciolo,
promotore della iniziativa – è stata presentata oggi nella sala giunta
del Comune di Barletta. Il numero verde – 800 188 805 – funzionerà come
un vero e proprio centro di ascolto a sostegno delle richieste di aiuto
provenienti da soggetti che stanno vivendo momenti di difficoltà.
L’iniziativa è stata promossa – si legge nella nota – «in seguito
all’escalation di suicidi che aveva raggiunto il picco massimo nel mese
di ottobre, ben quattro in meno di tre settimane». «L’istituzione del
numero verde – afferma Caracciolo – è un grande punto di partenza, non
c’è altra cità nell’Italia meridionale che abbia attivato un simile
strumento». Il numero verde sarà gestito da operatori dell’associazione
Demetra
La crisi economica genera un clima di ansia
Il timore che all'origine del drammatico gesto compiuto ieri dal 45enne
di Zané possa esserci anche la recente perdita del posto di lavoro
amplifica lo sconcerto delle parti sociali, che tornano a chiedere una
seria riflessione sulla situazione attuale e una generale assunzione di
responsabilità. «Gesti così estremi confermano il fatto che stiamo
vivendo in un clima di ansia e di crisi economica acuta in molte
famiglie - sono state le parole di Grazia Chisin della segreteria
provinciale della Uil - questo non fa che ribadire da parte del
sindacato la necessità di portare avanti un lavoro di mediazione
orientato alla tutela dei lavoratori. E il Governo deve mettere in campo
misure urgenti per contrastare questa crisi». «Non si può che provare
un grande rispetto e una profonda pietà umana di fronte a queste
tragedie - ha commentato Stefano Chemello, della Fim-Cisl di Thiene -
come non si può morire per lavoro, non si può nemmeno morire per la sua
assenza. Bisogna darsi da fare per sostenere chi perde l'occupazione e
favorirne il reinserimento». Punta sul valore identitario del lavoro
Maurizio Ferron, segretario generale della Fiom Cgil. «Perdere
l'occupazione non significa solo perdere una rendita economica;
significa soprattutto trovarsi esclusi da una rete di relazioni sociali e
vedersi privati del futuro. Categorie economiche, sindacati e politica
devono mettere al centro delle loro azioni il diritto al lavoro». Sulla
vicenda si sono espresse anche le parti politiche. «Alla famiglia
dell'operaio va la vicinanza dell'Unione di centro che rinnova
l'appello, più volte lanciato negli ultimi mesi, affinché si avvii una
riforma degli ammortizzatori sociali che tenga in debita considerazione
anche le piccole e medie imprese alle prese con la crisi». È l'appello
lanciato da Antonio De Poli, deputato veneto dell'Udc. «È l'ennesima
tragedia che si verifica nella nostra Provincia - sono le parole della
parlamentare vicentina del Pd Daniela Sbrollini - e che ci ricorda come
sia necessario tornare a mettere l'uomo al centro del mercato del
lavoro, ragionare sull'occupazione e sul sistema degli ammortizzatori
sociali
Fonte: Giornale di Vicenza
Fonte: Giornale di Vicenza
Pensate un po in mano a chi siamo!
La crisi era vicina, ma nessuno se n'era accorto. Dai verbali di otto
riunioni dei vertici della Federal Reserve nel 2006, divenuti pubblici
ora, si evince con chiarezza come i super esperti della Fed
sottostimassero i rischi legati al rallentamento del mercato
immobiliare americano.
Anzi: i membri della banca centrale americana ritenevano che un rallentamento
dell'immobiliare avrebbe potuto causare un calo dei consumi e dgeli investimenti, ma questo sarebbe stato però controbilanciato da altri punti di forza dell'economia.
Segnali
Nel 2006 i prezzi delle case negli USA cominicarono a calare. I documenti pubblicati - riporta il New York Times - mostrano il fallimento della Fed nell'identificare i pericoli dei mutui subprime per il sistema finanziario.
Il sistema terrà
"Ritengo che sia improbabile che assisteremo a un deragliamento della crescita a causa del mercato immoniliare" aveva detto - si legge nelle trascrizioni - il presidente della
Fed, Ben Bernanke nel marzo del 2006. Bernanke è arrivato alla guida della Fed nel febbraio 2006, al posto di Alan Greenspan, da molti considerato il responsabile della bolla immobiliare.
Le ultime parole famose
Nell'ultima riunione con Greenspan alla guida, Timothy Geithner, allora presidente della Fed di New York, disse rivolgendosi a Greenspan stesso: "Ritengo che le possibilità che in futuro penseremo di te meglio di quanto pensiamo ora sono più alte che il contrario". Geithner, nella prima riunione dell'era Bernanke, aveva anche aggiunto: "I prezzi delle azioni e gli sprea suggeriscono che c'è fiducia nelle prospettive di
crescita. le condizioni del sistema finanziario sembrano sostenere l'espansione".
immobiliare americano.
Anzi: i membri della banca centrale americana ritenevano che un rallentamento
dell'immobiliare avrebbe potuto causare un calo dei consumi e dgeli investimenti, ma questo sarebbe stato però controbilanciato da altri punti di forza dell'economia.
Segnali
Nel 2006 i prezzi delle case negli USA cominicarono a calare. I documenti pubblicati - riporta il New York Times - mostrano il fallimento della Fed nell'identificare i pericoli dei mutui subprime per il sistema finanziario.
Il sistema terrà
"Ritengo che sia improbabile che assisteremo a un deragliamento della crescita a causa del mercato immoniliare" aveva detto - si legge nelle trascrizioni - il presidente della
Fed, Ben Bernanke nel marzo del 2006. Bernanke è arrivato alla guida della Fed nel febbraio 2006, al posto di Alan Greenspan, da molti considerato il responsabile della bolla immobiliare.
Le ultime parole famose
Nell'ultima riunione con Greenspan alla guida, Timothy Geithner, allora presidente della Fed di New York, disse rivolgendosi a Greenspan stesso: "Ritengo che le possibilità che in futuro penseremo di te meglio di quanto pensiamo ora sono più alte che il contrario". Geithner, nella prima riunione dell'era Bernanke, aveva anche aggiunto: "I prezzi delle azioni e gli sprea suggeriscono che c'è fiducia nelle prospettive di
crescita. le condizioni del sistema finanziario sembrano sostenere l'espansione".
Iscriviti a:
Post (Atom)