mercoledì 11 gennaio 2012

Famoso chef britannico arrestato mentre rubava al supermercato

Quando la crisi si espande investe tutti. E non è una banalità, se anche un famoso chef, non troppo conosciuto in Italia ma decisamente celebre in Gran Bretagna, viene sorpreso a rubare al supermercato.

Il suo nome è Antony Worral Thompson e annovera nel suo curriculum partecipazioni a programmi tv come Ready Steady Cook, pubblicazioni, la proprietà di una catena di ristoranti, il design di pentole e la pubblicità per delle salse. Nonostante tutto, è stato arrestato all'interno di un supermercato Tesco, per aver sottratto vino e formaggi.

Famoso chef britannico arrestato per furto
Addirittura, dicono i tabloid inglesi, il famoso chef britannico sarebbe stato sorpreso a rubare ben 5 volte nel giro di 15 giorni, nel supermercato dell'Oxfordshire. I fatti risalgono al 22, 30 e 31 dicembre 2011 e al 5 e 6 gennaio del nuovo anno. Curioso che, in seguito all'arresto, l'imputato abbia accettato di pagare la cauzione richiesta per tutti i 5 crimini.

A incastrarlo pare siano state le telecamere, che hanno immortalato chef Thompson mentre utilizzava le casse self-service a suo piacimento, passando alcuni prodotti e omettendone altri. Si è parlato di oggetti di poco valore, ma la reiterata frode ai danni del supermercato ha costretto gli agenti ad arrestarlo.

Il brutto periodo di Thompson è cominciato nel 2009, quando la crisi l'ha costretto a chiudere 4 dei suoi ristoranti, licenziando 60 dipendenti e avviando le procedure per l'attestazione del fallimento. Insomma, non tutti i grandi sono usciti indenni da questo brutto periodo dell'economia mondiale.

Fonte ingusto.it

.Avevano chiesto aiuto e si sono SUICIDATI!

Due pensionati si suicidano a Bari.  Lui aveva perso il lavoro. Aumentano del 6% i suicidi come effetto della crisi
Per alcuni degli ultimi episodi mortali, accaduti durante le giornate natalizie, alcuni organi di informazione hanno parlato di “follia irrazionale di settori sociali impazziti dalla “astinenza” di non poter consumare/acquistare alcuni prodotti commerciali o vari gadget telematici etc…”!
La realtà, molto più semplice, ed è nell’assenza (questa sì), di un minimo sistema di tutela della propria condizione di vita. Questo è particolarmente grave e sentito dalle fasce di popolazione anziana, lasciata sola e con pochissimi mezzi di sussistenza!
Moglie e marito sono stati trovati morti a distanza di poche ore in due luoghi diversi di Bari Lei in un hotel e lui sul lungomare del capoluogo pugliese. La verità è che i due coniugi non avevano più nulla. La crisi aveva fatto perdere il lavoro (lui era un rappresentante di tessuti disoccupato), i 400 euro di pensione non garantivano la sopravvivenza quotidiana, la speranza era finita. Così l'uomo, 63 anni, ha ucciso la moglie e poi si è tolto la vita.
I numeri dei suicidi per la crisi dunque continuano a crescere. Solo nel 2009 in Italia c’è stato un suicidio al giorno per motivi legati al lavoro. L’Eurispes quantifica in 2.986 i suicidi con un aumento del 5, 6 % rispetto all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valore assoluto), il 76% a fronte di 85 casi di persone in cerca di prima occupazione. Un altro indicatore della connessione tra aumento dei suicidi e crisi sono i suicidi per motivi economici, che - pur con tutte le difficoltà nel comprendere le motivazioni profonde di un gesto così assoluto - raggiungono sempre nel 2009 il valore più alto degli ultimi decenni con 198 casi, con una crescita del 32% rispetto all’anno precedente e del 68% rispetto al 2007. E il 2012 si annuncia ancora più terribile.

Lo Spreco, in tempo di crisi a Roma.

Roma 10 gennaio 2012 ore 18, 56 
Mi trovavo in giro per Roma esattamente in viale Marconi,  mi chiedo, come sia possibile che il nostro Caro Sindaco e quindi l'amministrazione comunale non abbia ancora notato che il natale è finito????
Guardando la foto capirete che parlo delle luminarie,  Viale Marconi per chi non è di Roma è una via lunga circa 5 km  che considerando i due lati fanno dieci, completamente illuminata a giorno con luci e decorazioni, quanti soldi vengono sprecati che potrebbero essere utilizzati invece per aiutare persone in reale difficoltà voi cosa ne pensate????
Se avete foto delle vostre città commentate ed inseritele.

martedì 10 gennaio 2012

Una famiglia di quattro persone in Italia ha subito una stangata di 10′850 euro.

1. Cono gelato +159,7%
2. Penna a sfera + 207,7%
3. Tramezzino al bar+198,7%
4. Pizza margherita + 93,5%
5. Sogliola al kg. + 84,4%
6. Biscotti frollini (1 kg) 1,50 3,20 113,3%
7. Lavanderia pantalone+ 109,4%
8. Caffè 2 pz x 250 gr + 136,5%
9. Pizza 4 stagioni + 84,1%
10. Jeans uomo (di marca) + 95,2%
11. Lotto giocata minima + 92,3%
12. Dentista (otturazione) + 54,9%
13. Patate al kg. + 80,6%
14. Riso arborio kg + 84,2%
15. Fettine di vitello al kg. + 58,2%
16. Pane in cassetta + 87,5%
17. Supplì cadauno + 123,9%
18. Cappuccino e brioche + 68,1%
19. Zucchine al kg. + 43,4%
20. Quadernone + 75,9%
21. Passata pomodoro (bottiglia) + 67,7%
22. Parrucchiere messa in piega + 63,1%
23. Minestrone surgelato + 64,4%
24. Lamette da barba + 65,6%
25. Saponetta + 66,7%
26. Panino al bar + 50,0%
27. Fette biscottate + 66,7%
28. Farina kg.1+ 57,9%
29. Candeggina lt 1 +64,3%
30. Confettura ai frutti di bosco + 68,4%
31. Yogurt alla frutta 2 pz + 26,2%
32. Tonno in scatola al kg. + 66,9%
33. Bagnoschiuma + 37,6%
34. Pane al kg. + 58,3%
35. Cereali da colazione + 58,5%
36. Quotidiano + 55,8%
37. Detersivo piatti lt 1 + 34,8%
38. Mele golden al kg. + 39,3%
39. Spazzolino da denti + 54,7%
40. Collant 40 denari + 57,1%
41. Uova confez. da 6 + 16,5%
42. Assorbenti con le ali + 55,7%
43. Dado 10 pz + 51,3%
44. Limoni al kg. + 35,0%
45. Bollettino cc postale+ 55,8%
46. Parcheggiatore abusivo + 94,2%
47. Latte fresco lt 1 + 25,0%
48. Pomodori pelati +96,9%
49. Sapone liquido mani + 51,3%
50. Crackers + 49,4%
51. Detersivo liquido lavatrice lt 3 + 64,4%
52. Polo di marca + 49,7%
53. Spaghetti kg.1+ 39,5%
54. Parrucchiere taglio donna + 48,9%
55. Nasello al kg. + 42,0%
56. Cipolla al kg. + 22,8%
57. Birra 0,66 cl + 45,6%
58. Caffè al bar + 34,3%
59. Olio di semi lt 1 + 46,0%
60. Scatoletta gatto grande 2 pz + 49,1%
61. Aceto balsamico + 35,3%
62. Penne kg.1 + 33,7%
63. Panna da cucina+ 37,9%
64. The + 40,6%
65. Dentifricio+ 34,3%
66. Sottilette 10 pz+ 33,3%
67. Prosciutto crudo al kg. + 26,2%
68. Miele liquido + 34,0%
69. Saponetta di Marsiglia + 40,8%
70. Gambaletti donna + 37,7%
71. Cacao in polvere + 44,7%
72. Biglietto autobus Milano + 94,8%
73. Bevanda gassata cola (1,5 l) +29,9%
74. Sale kg.1 + 48,9%
75. Aceto lt 1 + 42,9%
76. Basilico all’etto + 28,9%
77. Zucchero kg.1 + 22,4%
78. Olio extravergine lt 1 +40,4%
79. Parmigiano reggiano al kg. + 10,1%
80. Orzo + 23,4%
81. CD 2+ 9,2%
82. Pomodori pachino + 18,5%
83. Aglio al kg. + 39,5%
84. Ammorbidente lt 4+ 24,6%
85. Cinema biglietto ridotto + 33,2%
86. Banane al kg. + 36,0%
87. Tovaglioli carta (100 pz) + 27,3%
88. Carta igienica 10 rotoli +34,9%
89. Cioccolata da spalmare + 23,3%
90. Prelievo bancomat+ 17,6%
91. Camomilla + 15,7%
92. Pannolini conf. piccola + 18,3%
93. Shampoo + 21,2%
94. Deodorante stick + 33,7%
95. Cinema biglietto intero + 26,7%
96. Schiuma da barba + 13,8%
97. Omogeneizzati 2 pz + 11,2%
98. Burro 250 gr. + 25,5%
99. Francobollo posta prioritaria  -3,2%
100. Mancia (minima) al ristorante + 96,1%
MEDIA AUMENTI: 54,1%
Fonte: Codacons

Crisi economica, aumenta il numero dei suicidi tra imprenditori e disoccupati

Secondo la ricerca Eures in Italia ci sono stati 2986 casi, con un incremento che ha riguardato soprattutto la popolazione maschile (+5,6% rispetto all'anno precedente). Record in Veneto con 50 casi in tre anni
Si può morire impiccati al chiodo della crisi, avvelenati ad aspettare quella manciata di soldi che ti spettano, che magari non arriveranno mai. Denunciare i creditori? I tribunali ci mettono sette anni per arrivare a una sentenza definitiva, e poi intorno ti fai terra bruciata. Ragionava così Giovanni Schiavon, e intanto telefonava ogni due o tre giorni a quei creditori che avevano allungato i tempi di pagamento di altri mesi, forse anni. Privati ma anche tante amministrazioni ed enti pubblici che non lo riescono più a pagare.

Giovanni Schiavon era un piccolo imprenditore edile come tanti nella zona del padovano, giovane e affidabile, serio e molto professionale: era proprietario della Eurostrade di Vigonza. Si è ucciso non per i debiti ma per i crediti che non riusciva a riscuotere, aveva crediti con enti pubblici per almeno 300 mila euro. Nel nordest sono tante le storie come quella di Giovanni: imprenditori alle prese con l’aziendina di famiglia, ma anche ristoratori, artigiani e dipendenti presi a calci dal loro stesso lavoro. Così suona cinico ma realista il titolo della ricerca dell’Eures “Il suicidio in Italia ai tempi della crisi” che ricorda tanto L’amore ai tempi del colera di Garcia Marquez. Qui però di romantico non c’è nulla: secondo i dati dell’istituto di ricerche economiche e sociali in Italia nel 2009 c’è stato un suicidio al giorno per motivi legati al lavoro. Nel solo Annus horribilis della crisi mondiale e in seguito al massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte di tante aziende, secondo la ricerca Eures in Italia ci sono stati 2.986 suicidi con un aumento del 5, 6 % rispetto all’anno precedente, un aumento che ha invertito la dinamica decrescente degli ultimi anni.

L’incremento dei suicidi ha riguardato soprattutto la popolazione maschile (+ 5, 6 % rispetto all’anno precedente passando da 2. 197 a 2. 343) ma anche in misura minore quella femminile (+ 1, 6 % con 634 casi rispetto ai 631). Colpisce però soprattutto la forte connessione tra suicidi e crisi economica e occupazionale. Basta leggere i numeri: sono 357 i suicidi compiuti da disoccupati, con una crescita del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valore assoluto), il 76% a fronte di 85 casi di persone in cerca di prima occupazione. Un altro indicatore della connessione tra aumento dei suicidi e crisi sono i suicidi per motivi economici, che – pur con tutte le difficoltà di capire le motivazioni profonde di un gesto così assoluto – raggiungono proprio nel 2009 il valore più alto degli ultimi decenni con 198 casi, con una crescita del 32% rispetto all’anno precedente e del 68% rispetto al 2007.

Dal punto di vista geografico oltre la metà dei casi sono concentrati “in una regione del nord” (così dice la ricerca) con ben 1.600 suicidi pari al 53,6 % del totale, a fronte del 18,8% al centro e del 27,6% al sud. Una tendenza in triste ascesa quella dei suicidi a Nordest che riguardano soprattutto padroncini e piccoli imprenditori: sono oltre una cinquantina negli ultimi tre anni quelli che si sono tolti la vita, spesso schiacciati dai tempi di pagamento lunghissimi applicati dalle aziende o dagli enti pubblici. Oggi la media di tempo in cui vengono saldati i debiti da parte dello Stato o degli enti locali è di 180 giorni, tempi che spesso nelle Asl si allungano addirittura a 300 e in alcuni casi 900 giorni. Non va meglio per i pagamenti che devono effettuare le aziende, soprattutto quelle più grandi, che spesso slittano da tre a sei mesi costringendo i piccoli imprenditori ad andare a bussare (ormai sempre più a vuoto) agli istituti bancari. Ancora secondo la Cgia infatti su un campione di 800 microimprese intervistate il 51, 3 % manifesta una aumentata difficoltà di accesso al credito. Tradotto, è una via senza uscita: se la piccola azienda esegue dei lavori e viene pagata con molto ritardo, nel frattempo si rivolge alla banca che però non concede credito, per quanto tempo può sopravvivere? Insomma in Veneto i piccoli imprenditori e il mondo di associazioni, confederazioni e piccoli partiti autonomisti anti-banche che ci ruota attorno sono una bomba a orologeria.

da Il Fatto Quotidiano del 7 gennaio 2012

TUTTE LE BUGIE DI MONTI: OLTRE IL DANNO, LA BEFFA

Sul fatto che qualcosa per salvare il Paese vada fatto credo si sia tutti d’accordo. E’ sul cosa che si può discutere. Intanto qualcuno dovrebbe spiegarci perchè si è impedito con ogni manovra eversiva di far lavorare il Governo legittimo, mentre adesso si debba concedere fiducia al buio ad un esecutivo che impone e dispone misure inique e cervellotiche, tutte tese ad evitare la ricapitalizzazione delle banche a spese della comunità, cioè ad impedire che a tirar fuori i soldi siano gli azionisti di riferimento di quelle banche che si sono arricchiti alle spalle di aziende, lavoratori e pensionati, e che quando hanno avuto utili si son ben guardati dall’impiegarli a favore dello sviluppo dell’economia italiana.

 Detto questo, qualcuno dovrebbe far capire al prof Monti, al quale speriamo arrivi l’eco di queste note, che in Italia non esistono classi separate di consumatori come fa finta di credere lui e lo stuolo di leccasuole di cui s’è circondato. Cioè, non è che le sue misure colpiscano una i proprietari di case, un’altra gli automobilisti, un’altra i pensionati, e così via. Il prof Monti dovrebbe invece prendere atto che c’è gente che riveste tutti i ruoli tartassati, nel senso che è allo stesso tempo proprietario di casa, pensionato, automobilista, contribuente, e magari possiede una pilotina sgangherata da 3000 € comprata a rate ed ormeggiata in qualche porto canale, per cui deve pagare tutte insieme l’Imu, l’Ici, l’Iva, le accise da usurai sui carburanti benzina e gasolio per il riscaldamento, la superimposta su gozzi e pattini, spesso dovendosi pure prendere cura dei nipotini per mancanza di asili e dovendo mantenere i figli che non riescono a trovare uno straccio di lavoro. Ci ha pensato a questi, e sono tantissimi,che devono farsi carico del cumulo di tutti i balzelli da lei introdotti, non per la crescita si badi bene, ma solo per salvare le banche d’Italia e d’Europa? Le sembra giusto, anzi equo, questo prof Monti? Non crede di aver già abbastanza preso in giro gli italiani parlando di misure come se fossero “separate” quando invece insistono tutte insieme su tutti quelli chiamati a pagare, con l’aggravante di misure viscide ed ignobili, tenute sottotraccia come quella della rivalutazione degli estimi catastali del 60%, per cui non solo si reintroduce l’Ici, ma lo si fa a livelli stratosferici, per lo più insopportabili? Lo sa prof Monti che l’Agenzia del territorio dal 2007 ha fotografato tutto il territorio italiano rilevando oltre 2.200.000 particelle non accatastate, con oltre 1.162.000 case fantasma la cui esistenza non è mai stata regolarizzata dai Comuni? E, giusto per fare un esempio, come la applica l’Ici in quel comune del napoletano, prof Monti, dove ci sono 5000 abitazioni abusive su 5005? Perchè invece di spaventare la gente non pensa a misure che favoriscano ed incentivino l’investimento dei capitali privati anziché la loro fuga all’estero? Del resto lei stesso ha ammesso che nessuna di queste misure è a favore dello sviluppo e della crescita occupazionale o per il rilancio dei consumi che son tutte la stessa cosa, e che quel capitolo è ancora tutto da scrivere. Non le viene mai in mente che ai pensionati della ricapitalizzazione di Banca Intesa non gliene freghi niente, e che molti possano, invece, pensare che per un Passera che ha 6.000.000 di azioni di quella banca, il non dover procedere ad una ricapitalizzazione sia un bel risparmio e che il conflitto di interessi sia non latente, ma ben visibile e tangibile sulla nostra pelle? Ma poi ieri, ci creda prof Monti , ha veramente esagerato. Affermare che senza questa manovra lo Stato avrebbe corso il rischio di non poter pagare gli stipendi e le pensioni, non solo, come lei ben sa, è una evidente menzogna, ma costituisce un procurato allarme, un vero atto di terrorismo politico alla Bersani, cui lei si è probabilmente affidato senza riflettere e di cui siamo certi si sarà già pentito per averlo posto in atto. Lei sa benissimo che tutti in Europa, pure quelli che ci vorrebbero torchiare tre volte come si fa con le vinacce per dar più colore al vino, ammettono che il sistema pensionistico italiano è già adesso prima della sua riforma il più equilibrato d’Europa, pure più di quello danese preso a riferimento. Lei sa che con l’iniezione dei quasi 4 milioni di immigrati regolarizzati che pagano tasse e contributi pensionistici i conti dell’INPS sono floridi come non accadeva da decenni. Perchè mai, quindi, non si sarebbero dovute pagare le pensioni? E per quanto riguarda gli statali, lei ha detto un’altra enorme bugia, perchè sa benissimo che Berlusconi le ha lascito un governo con un avanzo primario largamente positivo, cioè con le entrate che da mesi superano le spese correnti, tanto è vero che il debito pubblico (non l’indebitamento) decresce. Allora? E sa benissimo che lo spread è un falso problema, come dimostra il fatto che ad ogni asta i bond italiani vadano a ruba, altro che rischio di default. Dica la verità: il suo unico, vero obiettivo non è salvare il Paese, da cosa poi?, ma di risanare il sistema bancario nazionale ed europeo. Ormai il suo gioco diviene sempre più scoperto, per cui comincia a rendersi urgente che qualcuno valuti la possibilità di staccarle la spina. Che senso ha salvare il Paese ammazzando quelli che lo abitano? A chi lo deve “regalare” una volta che lo abbia svuotato?

Ecco dove finiscono i nostri soldi....

Nonostante la crisi economica e i tagli chiesti dal governo, il decreto Salva-Italia di Mario Monti ha di fatto introdotto sacrifici per tutto il Paese, senza però intaccare la sfera delle spese militari.
In particolare, la questione verte intorno all’acquisto di una serie di caccia F35, il cui costo complessivo sarebbe da paragonare a quello di una finanziaria. Eppure, la pressante crisi economica ed il buon senso, non hanno smosso Mario Monti, il quale ha tutta l’intenzione di acquisire i suddetti velivoli militari.
 Intanto si allarga lo schieramento politico che chiede a gran voce di non comprare i costosi caccia. Ora Idv, Fli e tutto il movimento pacifista, si trovano insieme per protestare contro questo atto, che proprio a causa della crisi economica, sarebbe da evitare. Come sostiene Enzo Raisi di Fli, nuovo seguace del fronte di opposizione alle eccessive spese militari:

«È giunto il momento di rompere un tabù, o almeno di rimetterlo in discussione. È quello degli sperperi in spese militari legate ancora al vecchio schema degli anni della guerra fredda. Ad esempio, il recente acquisto dei caccia F35, per un valore analogo a quello di una manovra finanziaria. Il governo Monti dovrebbe riflettere e riaprire anche il capitolo della dismissione dell’enorme patrimonio di ex caserme e strutture abbandonati dalla difesa: si individuino procedure-lampo per immetterli sul mercato visto che quelle esistenti sono lunghissime e inefficaci».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonio Di Pietro, leader Idv, che rivendica di essere stato il primo a denunciare questo sperpero di soldi pubblici:
«Meglio tardi che mai. Alla fine anche la grande stampa e qualcun altro si sono accorti che scandalo insopportabile siano i miliardi di euro che buttiamo in spese militari. Soprattutto se si pensa che per il Servizio civile nazionale, invece, i fondi sono precipitati dai circa 170 milioni del 2010 ai 68 del 2012. Quando il ministro della Difesa ammiraglio De Paola ha detto che a tagliare le spese militari non ci pensava proprio, nessuno tranne noi aveva fiatato».
Fonte: La Repubblica